Stamperia e laboratorio di grafica d’arte Franco Pistelli

ARTISTI litografia, incisione, pittura
Rosi Marianna (31/08/80)
Benetazzo Matteo (18/10/1978)

INDIRIZZO
Via San Zanobi n°65
50129
Firenze

CONTATTI
pensieroacceso@libero.it
www.associazioneartefice.com

INTERVISTA

LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?

L’ulteriore scaturito dall’emozione estetica potrebbe essere il mistero che svela un’opera d’arte attraverso la sua più interiore e completa fruizione? L’emozione di un’opera d’arte non può avvalersi semplicemente dell’estetica per il raggiungimento di “un qualcosa di ulteriore”, ma questo valore aggiuntivo si combina con le molteplici soluzioni interne ed esterne che l’artista mette in atto per il raggiungimento di uno scopo, che, se esaltato con la verità e la sincerità del fare, acquista quel qualcosa di ulteriore che si va a sommare alla complessità del mondo umano.

GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?

L’arte non deve avere il compito di cambiare il modo di vivere il mondo, ma deve avere la capacità di cambiare il modo di vedere il mondo attraverso il mezzo di comunicazione dell’artista, con l’immediatezza dell’arte visiva. Ecco come quindi, nella propria città, lo sguardo critico del porsi affidato alla figura dell’artista si somma  attraverso quei luoghi e quelle persone pronte ad “accogliere” e “condividere” le molteplici strade proposte dall’arte stessa.

PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?

Tutto nasce dalla necessità di voler raccontare un’esperienza, un avvenimento, narrare una situazione che deve emergere tramite un preciso linguaggio, altrimenti non si esaurirebbe attraverso l’espressione stessa.

LUIGI ZANGHERI  
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?

Si, penso che senza non possa esistere un’opera d’arte. Credo che la sua assenza viva oggi attraverso la  “questione  moda”, fattore presente in molti circuiti artistici.

PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?

L’attualità è sempre stata tema dell’artista, dalle rappresentazioni degli abiti delle dame del Cinquecento alla descrizione del dramma “picassiano” della guerra. Senza dubbio l’attualità fa parte della vita dell’artista e della sua opera, ma questo tipo di realtà non sempre è in primo piano nel mondo globale, non sempre di denuncia, anzi più che mai di esaltazione! L’importante è discorrere della situazione, esaltata o in disparte, ma presente. Noi viviamo qui e ora e l’attuale fa parte dei giovani artisti emergenti come qualsiasi altra persona.

FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?

Credo che la tecnologia sia un mezzo, ma la sua assoluta presenza nell’arte, chiuda la presenza dell’umanità, cioè la tecnica diviene mezzo per la macchina e distoglie da tutto ciò che è umano, diviene cibernetico, vive solo nello spazio web e perde quel mistero che l’uomo nasconde in sé dalla sua creazione.

CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?

Da tempo esistono gruppi creati ma a fatica portati avanti per la rottura culturale che esiste tra arte e possibilità. Un “non senso”, un’indifferenza, una sottovalutazione verso chi promuove ogni tipo di arte, vivendo in una sorta di isolamento rispetto al commercio dell’arte che tende quasi sempre a mettere radici là dove il nome è già confermato dal successo. Il mio gruppo gira attorno all’Accademia e con questa è nato e con questa va avanti, ma fino a quando?

VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?

Certo che il mestiere dell’artista è un lavoro come gli altri! O meglio dovrebbe esserlo, come? La produttività dovrebbe dare spazio alla cultura e promuovere l’arte come scelta tra opinioni, per valorizzare, per documentare o per far cambiare idea e riflettere su qualsiasi cosa. Dovrebbe far parte del nostro quotidiano affinché sensibilizzi e dia la possibilità, un’alternativa rispetto ad una società consumistica e priva di valori. L’arte per migliorare la vita, e lo spirito!

MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?

Tu, fruitore, riuscirai a rieducare il tuo modo di porti di fronte all’opera d’arte, e quindi spogliarti delle immondizie visive del contemporaneo, per trascendere nella verità che l’arte stessa ti dona?

ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città  per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità.
Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?

Sicuramente aprire gli spazi e dare voce, non solo ai grandi artisti presenti nel territorio e farli lavorare sulla città, ma alla condivisione di essi nel territorio stesso e rispondere insieme alle domande della cultura. Uniti ognuno nella propria individualità artistica per concorrere in un’unica opera corale e monotematica.

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