ARTISTA
Calloni Laura (14/02/1978) – Pittura, Grafica
INDIRIZZO
Via S.Reparata n°71
50129
Firenze
CONTATTI
ellecallons@gmail.com
www.lauracalloni.blogspot.com
INTERVISTA
LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?
Più che un’emozione estetica, l’arte usa un linguaggio estetico per suscitare una reazione profonda in chi la guarda. Il discorso è sempre complesso perché prende forma nella relazione tra l’artista e l’opera, tra questa e il contesto in cui è inserita, tra lo spettatore che la guarda e le sue riflessioni e il suo essere nel mondo…in questo senso non credo che sia descrivibile, ma sempre diversa.
L’importante è che questa emozione venga suscitata.
GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?
Per fare un mondo ci vogliono le città, con tanto spazio intorno. Per fare una città ci vogliono le persone, con intorno un po’ meno spazio.
PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?
Non è una cosa di cui posso scrivere. Se ne fossi capace sarei una scrittrice.
LUIGI ZANGHERI
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?
Fondamentale.
PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?
L’isolamento in questo lavoro è fuori discussione. La dimensione sociale non solo è necessaria, ma inevitabile, se vuoi fare qualcosa che sia attuale e vivo. Spesso mi riferisco più ad artisti che lavorano in una dimensione intimista e autobiografica, o sulla socialità intesa come relazione tra individui. Ma quando un artista riesce a trattare tematiche politiche e ambientali in modo non banale o tautologico, la reazione che suscita è più efficace di tante parole.
FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?
Penso che un discorso sulla tecnica sia inutile: parlare di contrasto tra tradizione e modernità, l’uso del computer, il digitale, gli artisti che delegano agli artigiani… la poesia non va oltre?
CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?
Assolutamente no. Ovviamente sì. A Firenze no. Ad un pubblico esterno.
VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?
In realtà non saprei, l’Italia con i suoi decennali tagli alla cultura è una realtà scoraggiante.
MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?
Non lo fa mai. Per questo si insiste.
ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità.
Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?
Spazi espositivi!!
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