Luca Di Castri

ARTISTA
Di Castri Luca (20/07/1972) – Pittura, Scultura

INDIRIZZO
Via Giano della Bella n°20/1 vecchio conventino – SAM
50124
Firenze

CONTATTI
lucadicastri@yahoo.it
www.lucadicastri.com

INTERVISTA

LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?

L’ulteriore è quella dimensione privata di ogni fruitore in cui avvengono connessioni spontanee o intellettuali tra il proprio vissuto e gli stimoli che l’arte produce.

GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?

Ho realizzato una serie di quadri con il tema del notturno spesso correlato a quello dell’abitare. Lo sguardo viene guidato alla scoperta dei mondi privati che animano le abitazioni; le finestre illuminate sono l’unico elemento colorato e vivo in atmosfere monocromatiche grigio/blu. Ho ipotizzato condomini ideali dove le case sono edificate sugli alberi per riunire l’uomo con la natura, intendendo la stessa non come semplice arredo urbano ma come elemento fondamentale che scandisce il nostro vivere, l’alternanza delle stagioni, gli agenti atmosferici e la nostra inevitabile dipendenza da essa.

PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?

Dopo un’indagine della realtà e della mia attività onirica lascio che i soggetti sedimentino in me anche per anni, componendo il quadro solo quando si presenta una certa urgenza espressiva, oppure realizzo degli abbozzi che riprendo in seguito. Spesso lavoro su più quadri contemporaneamente, non solo per esigenze tecniche ma anche per dialogare con la tela, che mi rimanda gesti e intenzioni quasi a rivendicare una vita propria.

LUIGI ZANGHERI
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?

Ritengo fondamentale nel fare arte un comportamento sincero ed appassionato.

PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?

Sarebbe auspicabile uscire dai propri spazi protetti, che si faccia o meno arte, in quanto il confronto è vitale e necessario. Credo che ogni artista restituisca inevitabilmente una visione personale dell’attualità e che non sia pertinente all’arte un atteggiamento documentaristico o di cronaca, essendoci già mezzi a questo preposti. Sono convinto che l’artista abbia la possibilità di criticare la società o denunciare ingiustizie come di far sognare il fruitore. Considerare il sollevare questioni in merito all’attualità un dovere dell’artista sarebbe come imporgli di usare il verde piuttosto che il nero.

FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?

Non disdegnando nessuna tecnica espressiva, ho una predilezione per la pittura e un’attitudine alla manualità che ritengo fondamentale nel processo di elaborazione e manipolazione delle immagini, anche se si presenteranno sotto forma di video e installazioni. La pittura e il disegno sono un mezzo e un metodo di indagine.

CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?

Non appartengo a nessun movimento fiorentino, ma faccio parte di alcune associazioni di artisti, all’interno delle quali è possibile un confronto. Inoltre ho lo studio in uno spazio multifunzionale dove ci sono laboratori di artigiani ed artisti.
Non lavoro pensando ad un pubblico in particolare, anche se dopo anni si è formato quasi spontaneamente.

VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?

Prima di artista mi sono sempre definito pittore, un mestiere regolamentato come qualsiasi altra attività di libero professionista.

MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?

Dare piacere o turbamento è insito nell’opera d’arte, come il porre domande o suggerire risposte. Credo che spesso ci sia una tendenza interlocutoria, ed è molto interessante quando un fruitore riesce ad esprimere verbalmente cosa un’opera gli abbia suggerito o fatto provare, confermando o smentendo le intenzioni dell’artista.

ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori
occasioni di visibilità. Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?

Richiedere al Comune di Firenze di commissionare agli artisti lavori che rimangano visibili al pubblico cittadino e non solo, perché la realtà di creativi non resti sommersa ma che emerga nei parchi, nella sale consiliari, nelle rotatorie, negli uffici, e che sia un reale, ed attuale, patrimonio culturale.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized. Includi tra i preferiti il permalink.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s