ARTISTA
Guarducci Chiara (24/07/73) – installazione, video, foto, disegno, stampa
INDIRIZZO
Via di Scandicci n°4r
50143
Firenze
CONTATTI
chiaraguarducci@gmail.com
www.ivisual.com/chiaraguarducci/
INTERVISTA
LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?
L’ulteriore in molti casi può essere pura speculazione semantica.
GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?
Trovo che non sia la ricerca artistica a cambiare il modo di vedere la città, viceversa è lo sguardo nuovo verso il mondo che influenza la ricerca artistica.
PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?
Accade in modo imprevisto, con modalità inedita, in parallelo con la vita e l’attività inconscia.
LUIGI ZANGHERI
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?
Ora più che mai.
PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?
Lo studio non è oggi per l’artista un luogo bohemien bensì un’unità minima di sopravvivenza, ritagliata alla situazione attuale dello spietato panorama immobiliare. Averlo, tenerlo, permetterselo, condividerlo, è già di per sé un atto di lotta ed impegno concreto, che nel loro localismo sono capaci di sollevare, automaticamente, questioni sociali ed ecologiche globali. L’artista non è separato dal mondo bensì lo specchio di esso. Tutto quello che avviene fuori entra nello spazio ‘protetto’ dello studio, così come tutto quello che avviene dentro lo spazio dello studio dovrebbe essere capace di uscirne fuori! Lo studio è quindi un luogo di transito. Tra il pubblico e il privato. Tra il silenzio e il rumore. Tra il raccoglimento e la comunicazione. Tra la pausa e l’azione.
FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?
L’ibridazione e la multimedialità sono indubbiamente i linguaggi con cui oggigiorno un artista si esprime. E qui si apre un mondo. Però è anche vero che per restare sé stesso un’artista ha bisogno del contatto diretto con la materia, della propria manualità. Dall’esterno l’artista torna dentro e incontra la sua Realtà.
CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?
Si lavora pensando a tutto. Spesso ci si sente divisi. C’è bisogno di sinergia e scambio fra gli artisti. Il sistema dell’arte non favorisce la collaborazione. Spesso c’è scontro e slealtà. La competizione e l’arrivismo vengono premiati.
VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?
L’artista cerca di trovare un posto e una funzione sociale da sempre. Non sta al circuito economico-produttivo italiano ad essere sensibile verso questa esigenza bensì al sistema politico.
MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?
Qual era la domanda?
ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità.
Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?
Quello di continuare a promuovere i talenti nascosti e mimetizzati in una città che deve ancora rinascere.
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