ARTISTA
Ogaz Monica (21/09/1982) – pittura
INDIRIZZO
Via Romana n°69r
50125
Firenze
CONTATTI
monicaogaz@gmail.com
www.ogazmonica.blogspot.com
INTERVISTA
LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?
Per me quel qualcosa di ulteriore è l’empatia, che nasce dal rapporto emozionale tra l’artista e i suoi quadri. E’ l’emozione profonda che risuona dentro di noi, aprendoci, toccando le nostre fibre profonde svegliando la nostra riflessione, emozione e curiosità. Un attimo di coscienza dove ci si fonde e ci si perde per poi ritrovarci con qualcosa di nuovo.
GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare il cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?
La mia ricerca trasforma la mia forma di vedere il mondo, la città e tutto ciò che mi circonda. Come una mappatura della mia emozione. Il mio compito come artista e di aprire questa mia emozione donandola e lasciando che essa emozioni chi la guarda. Se riesco nel mio intento la mia arte può allora trasformare- scuotere qualcosa in chi la guarda e poi nella città.
PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?
La mia pittura nasce come uno specchio in cui progetto le mie emozioni è la mia necessità espressiva, sono i moti interiori che prendono forma tramite il colore a macchie contrapponendosi alla linea in una continua ricerca di equilibro fino a trasformarsi in materia. E’ la mappa che del mio essere.
LUIGI ZANGHERI
Ritenete che nell’attuale momento di crisi generalizzata dei valori la “ricerca” e il concetto di “qualità” siano ancora essenziali nel fare arte?
Si è importante. Ritengo che di questi tempi il concetto di qualità e di ricerca siano sempre più soggettivi, per me sono da sempre stati e continuano ad essere fondamentali.
PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?
Per me l’arte nasce in quello spazio protetto, è il modo in cui nasce la mia riflessione, per poi uscire verso il mondo. Se rimanesse nel mio spazio protetto avrebbe valore soltanto per me. L’idea del mio fare arte e che esca, che crei riflessioni, emozioni, che riflettono il mio sentire rispetto a questioni d’attualità. L’attualità ha sempre un peso sul processo creativo perché ne facciamo tutti parte. La mia esigenza è tramite la mia arte è emozionare l’ individuo che la guarda generando un effetto domino verso altri individui.
FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore d’immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa, capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?
Credo che la cosa fondamentale nel fare arte è che ogni artista ricerchi il suo personale linguaggio. Per me la pittura è la mia voce che non suona uguale con altri mezzi, è la mia forza è la massima espressione di ciò che c’è dentro e fuori di me.
CRISTINA GIACHI
Si sentono parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?
Non mi sento parte di un movimento artistico-fiorentino, però trovo possibilità di e confronto con altri artisti anche se non vi sono luoghi precisi di scambio.
Il confronto è sempre piacevole costruttivo e importante. Il lavoro è per un pubblico esterno anche se di conseguenza ne giova anche la città.
VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?
Certamente, il mestiere dell’artista dovrebbe essere valorizzato e regolarizzato anche se non so in che termini economici e produttivi.
MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?
La mia domanda è dove vado? Da qui nasce una riflessione sul mio attimo presente che si concretizza sulla tela. Tutto nasce come se fossi dentro un labirinto che alla fine si trasforma mostrandomi la via d’uscita.
ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità.
Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?
Credo che sia una bellissima idea mettere in relazione le realtà creative. Si potrebbero fare seminari, scambiare opinioni, tecniche, fare mostre.
Questa presentazione richiede JavaScript.