Studio d’Arte 70rosso

ARTISTI – Pittura
Crescioli Chiara (14/05/74)
chiara.crescioli@tiscali.it

Lotfi Zanbagh  (13/03/76)
zanbaghl@yahoo.com

Betella Annalisa  (04/08/82)
anlz@hotmail.it

Ozmaei Aryan  (18/02/76)
aryan_ozmaei@yahoo.it

INDIRIZZO
Via De Serragli n°70r
50124
Firenze

CONTATTI
70rosso@70rosso.com
www.70rosso.com

INTERVISTA

Risposte  di Aryan Ozmaei

LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?

Sì, credo che l’emozione estetica possa permettere un salto verso qualcosa di ulteriore; anzi, vorrei dire che l’arte per essere arte dovrebbe costringere a compiere questo balzo oltre l’emozione e sollecitare il pensiero. Secondo il mio modo di concepire l’arte, l’ulteriore di cui si sta parlando, è il pensiero che nell’emozione estetica trova scintilla e alimento.

GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?

Mi permetto di dire che una città come Firenze non dovrebbe essere cambiata dagli artisti, ammesso che questi ne avessero effettivamente le possibilità. Dovrebbe essere Firenze a porsi come punto di riferimento per i giovani artisti che vogliano crescere, magari anche rompendo le regole dell’industria culturale e del mercato artistico.

PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?

Le opere alle quali sono più legata sono quelle che mi hanno più a lungo atteso. Ci sono opere che sono nate nell’idea e si sono concretizzate anche dopo più di un anno, sorprendendomi perché ormai quasi scordate. Come se fossero loro ad aver aspettato che io crescessi.

LUIGI ZANGHERI  
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?

Distinguerei il piano individuale e soggettivo da quello generale, per rispondere a una domanda così complessa. Dal punto di vista soggettivo, senza un atteggiamento morale rigoroso non potrei neanche essere un’artista. Perché non è un semplice mestiere come qualsiasi altro, dove più che la morale conta la deontologia: è il mio modo di essere di fronte a me stessa.

PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?

Non penso che l’arte debba essere politica esplicitamente. L’arte fa cultura e la cultura è implicitamente politica. Credo che l’artista abbia anche il diritto di non contaminare il proprio processo creativo con i problemi che lo riguardano in quanto cittadino politicamente impegnato. Credo anche che l’artista abbia il diritto di trovare nella sua arte un luogo protetto quando il suo disagio esistenziale è causato proprio dalla situazione politica e sociale che lo circonda. La sensibilità artistica verso la vita, la realtà e il mondo non permette indifferenza e verrà scorta comunque nell’opera dell’artista anche quando questa non sollevi questioni politiche ma “ solo” umane. Troppo spesso l’artista politico perde il senso del pudore che sarebbe necessario per capire il vero significato del disagio e del dolore.

FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?

Credo che non sia solo la scelta delle tecniche, delle tecnologie e dei materiali che permetta di distinguere tra arte o anti-arte, per così dire, ma piuttosto la capacità di padroneggiare in modo creativo, originale e sincero quelle tecniche, quelle tecnologie e quei materiali.

CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?

Ma fermi tutti: esiste un movimento artistico fiorentino in questo momento?

VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?

Sono molto  lontana da una concezione dell’arte di tipo economicistico o mercantile per poter rispondere a questa domanda.

MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?

Non capisco la domanda.

ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città  per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità.
Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?

Secondo il mio parere, sarebbe davvero fondamentale che anche a Firenze, come in tutte le più importanti città nel mondo sorgesse un quartiere degli artisti, dove l’arte si possa vivere e respirare quotidianamente, semplicemente camminando per la strada. Una zona anche piccola nel centro storico senza boutique, botteghe, uffici e altri esercizi commerciali, ma con atelier, sale espositive, spazi condivisi e luoghi di scambio culturale e interculturale.

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Una risposta a Studio d’Arte 70rosso

  1. semprevento scrive:

    wow…..che mondo interessante…..

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