TETRASPAZIO

ARTISTI
Rinaldi Stefania  (19/11/1981) – pittura, scultura, installazioni, video
Vadi Lorenzo  (13/10/1976) – pittura, scultura, installazioni, video

INDIRIZZO
Via Vicchio n°60
50022
loc. Greti, Greve in Chianti (FI)

CONTATTI
stefania_rinaldi@yahoo.it
vlorenzo76@libero.it

INTERVISTA

LUIGI LOMBARDI VALLAURI
L’Arte è qualcosa che punta all’emozione estetica, ma l’emozione estetica può essere un punto d’appoggio per un balzo a qualcosa di ulteriore? Sei in grado di descrivere l’ulteriore?

Ciò che trasforma un Opera in Arte, allontanando il suo esistere dalla semplice valenza estetica, è il senso profondo del messaggio che l’artista in modo consapevole o involontario dona all’opera.
L’ulteriore è anche la capacità dell’opera d’arte di esistere e vivere agli occhi del fruitore ed è compito dell’artista e di altre importanti figure del panorama artistico far sì che non venga meno l’interesse e la curiosità verso questo affascinante mondo.

GIULIANO DA EMPOLI
L’arte non può forse cambiare il mondo, ma può almeno tentare di cambiare il modo di vedere il mondo. Come pensi che la tua ricerca artistica possa cambiare il modo di vedere la città?

Ogni artista presenta con il proprio lavoro una personalissima visione del vivere, e altrettanto personale è il rapporto con il tessuto urbano di un luogo in cui si lavora. Ogni città ha una propria anima che ognuno di noi percepisce in modo differente e intervenire su un palazzo o un area della città per stravolgere o sottolinearne un aspetto, sia positivo che negativo, è un grande stimolo per noi artisti. Lavorare site-specific sul territorio è un punto fermo della nostra ricerca artistica, è fondamentale ed entusiasmante, è alla base del nostro progetto di comunicazione.

PIERO FERRUCCI
Pensando a una delle tue opere, come descriveresti la sua nascita e il suo sviluppo nel tuo mondo interiore?

La mia opera nasce in contemporanea allo sviluppo del mio pensiero su un determinato evento o semplicemente su una sensazione percepita. La mia idea prende forma e assume in genere un valore di immagine non necessariamente statica ma sicuramente visiva.
Per questo motivo utilizzo di volta in volta un diverso, specifico mezzo per realizzare l’opera, perché questo deve essere funzionale all’espressione dell’idea, che non può passare in secondo piano. La descrizione sembra molto razionale, ma in realtà tutto avviene in modo spontaneo e spesso il risultato è imprevedibile anche per me.

LUIGI ZANGHERI
Ritenete utile (o inutile) nell’attuale scenario del sistema dell’arte un atteggiamento “morale” in rapporto al proprio operare?

La morale è propria di ogni società in ogni tempo e sarebbe assurdo per me cercare di ignorarla. Il compito dell’artista è comunicare e quindi è indispensabile utilizzare mezzi contemporanei e chiavi di lettura di un pensiero contemporaneo, che ovviamente comprende tra le linee guida la morale collettiva.
Anche personalmente possediamo una morale, e proprio quella siamo in dovere di seguire, con uno sguardo attento al posto e al luogo in cui ci troviamo in quel momento, senza limitazioni assurde ma cercando sempre la maggiore apertura comunicativa.

PIETRO GAGLIANO’
Una riflessione sugli studi d’artista impone l’interrogativo sulla distanza che l’artista pone, o elude, tra sé e il mondo e su quanto sia giustificabile oggi il lavoro di un artista che (seguendo un modello romantico e bohemien) ritenga di poter lavorare senza guardare oltre i confini del proprio spazio protetto. L’attualità (su scala locale e globale) che peso ha nel processo creativo? Quanto un artista dovrebbe avvertire il dovere di sollevare le questioni del disagio sociale, del dissesto ecologico, dell’emergenza geopolitica?

Ci sono artisti che presentano una visione personale ed intima del proprio essere ed altri che, al contrario, prediligono il rapporto diretto con i temi sociali e politici del contemporaneo. Oggi possiamo avere la libertà di scegliere e un’ampissima scelta di mezzi per comunicare ogni aspetto del nostro pensiero e ritengo limitativo per qualsiasi artista pensare di potersi fermare per tutta la vita su un unico argomento o un solo tema. La libertà di scegliere la propria direzione e di esprimere il proprio pensiero non può essere condizionata dall’imposizione di determinati temi, la società deve confidare nell’artista che nei secoli ha dimostrato una grande sensibilità verso i grandi temi sociali anche dietro un apparente disinteresse verso il mondo che lo circonda.

FIAMMETTA STRIGOLI
Televisione, pubblicità, personal computer, internet concorrono a caratterizzare l’individuo di questo nostro tempo come homo videns, un fruitore di immagini esposto ad esperienze visive che sono il risultato della ricerca tecnica prima, tecnologica poi, e che hanno talvolta fornito “materiali” al fare arte, incidendo sul profilo dell’artista contemporaneo per l’opportunità di amplificare la propria traiettoria operativa, contaminando e ibridando i linguaggi espressivi.
Salto in positivo di creatività comunicativa capace di cambiare nel tempo il significato di artista più vicino al profilo dell’artista rinascimentale o anti-arte che nega la “vera” creatività a partire dalla presa di distanza dal concetto di manualità, insito nei generi classici come il disegno, la pittura e la scultura?

In effetti oggi noi artisti abbiamo a disposizione una grandissima scelta di mezzi di comunicazione che portano il nostro messaggio ad un pubblico vastissimo, fino ad arrivare ad essere a disposizione dell’intera popolazione mondiale.
Rinunciare a questi mezzi a prescindere, in nome di un idea conservativa del sistema “Arte” diventa per me non solo limitativo ma anche piuttosto ingenuo da parte di un artista. La valenza dei mezzi classici di espressione artistica come la pittura e la scultura non è certo minore di altri nuovi media, l’interazione tra questi e la contaminazione di stili non può essere che positiva.

CRISTINA GIACHI
Ti senti parte di un movimento artistico fiorentino? Esiste una sinergia tra i giovani artisti? Esistono luoghi di discussione-confronto? Si lavora pensando alla città o il lavoro è rivolto ad un pubblico esterno?

Firenze si è dimostrata una città dal volto duplice; da una parte infatti sono diversi gli spazi attivi nel contemporaneo e numerosi sono anche gli studi e i laboratori in cui giovani e meno giovani artisti si confrontano e collaborano. Purtroppo la sensazione che si percepisce è quella di uno scarso collegamento tra queste realtà e di una certa chiusura da parte delle istituzioni competenti della materia sull’organizzazione di eventi strettamente legati ad una visione contemporanea dell’arte, che potrebbe invece convivere e portare nuova vita all’enorme patrimonio artistico di cui Firenze è custode.

VALENTINA FILICE
Reputi che quello dell’artista possa essere ritenuto un mestiere pari agli altri? Se d’accordo, in che termini potrebbe regolarizzarsi all’interno del circuito economico e produttivo nazionale?

L’artista è sicuramente un mestiere, e il fatto di non essere riconosciuto come tale dalla maggior parte della collettività è un grande danno, soprattutto perché ci si trova costretti a disperdere il nostro interesse in mille lavori, per poter finanziare l’attività che consideriamo come il nostro vero lavoro. All’interno del circuito economico e produttivo nazionale il lavoro di artista dovrebbe essere riconosciuto, retribuito e tutelato, come era in passato.

MARIA GIULIANA VIDETTA
Qual è la vostra domanda? Più precisamente, l’opera d’arte/l’attività artistica risponde alla domanda che l’artista si è posto e che attraverso l’opera rimanda al fruitore?

La domanda di ogni artista credo che sia il bisogno di avere tutti i mezzi a disposizione e le risorse per poter creare la propria idea senza limitazione, una richiesta piuttosto utopistica ma sicuramente possibile in parte.

ARTEFICE
L’idea del progetto Case d’Arte nasce dall’intuizione di poter mettere in relazione varie realtà di creativi presenti in città per poter così ampliare una rete di lavoro e quindi creare anche maggiori occasioni di visibilità. Quali azioni potrebbero portare un contributo positivo alla scena culturale fiorentina?

Mettere in relazione realtà che operano in modo efficace ma distaccato in uno stesso piccolo sistema dell’arte come la realtà Fiorentina, è fondamentale per creare quella rete di contatti indispensabile a noi artisti per poter avere più mezzi e risorse. L’influenza che si crea con il confronto tra diverse figure che operano nel mondo dell’arte è secondo me fondamentale e iniziative volte a mettere in contatto tutte queste diverse realtà devono poi concretizzarsi in visite guidate agli studi o workshop tenuti in collaborazione con le istituzioni locali e con gallerie private che mostrano un sincero interesse verso la crescita artistica e il prestigio della città.

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